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La politica finanziaria ed i suoi obbiettivi

La politica finanziaria è un'attività di scelta politica: scelta dei fini che lo stato si propone di raggiungere e come fare per raggiungerli.

Gli obbiettivi della politica finanziaria ha l'obbiettivo di soddisfare i bisogni pubblici e assicurare lo sviluppo e l'equilibrio del sistema economico.

I bisogni pubblici sono gli interessi collettivi che vengono soddisfatti dallo Stato o dagli altri enti pubblici.

Per raggiungere il soddisfacimento dei bisogni pubblici ci sono diversi modi: non solo direttamente, con la produzione di benie servizi pubblici, ma anche indirettamente indirizzando l'attività dei privati mediante opportuni incentivi o disincentivi.

Lo svilupppo economico assume un significato diverso nei paesi arretrati o in quelli che hanno già raggiunto un elevato grado di benessere economico.

Nei paesi arretrati l'esigenza è quella di favorire l'accumulazione del capitale e il decollo delle iniziattive produttive.

Nei paesi maturi, si cerca di assicurare il necessario dinamismo alle attività produttive in modo che il reddito nazionale continui a crescere con ritmo costante, in proporzione all'incremento demografico e al progresso tecnico.

L'esigenza fondamentale dello sviluppo economico è che il sistema possa disporre di risorse adeguati. Il raggiungimento di tale obbiettivo implica una politica di lungo periodo volta ad aumentare l'offerta di fattori produttivi e a incrementare la produttività di quelli già disponibili.

La politica di stabilizzazione tende a evitare gli squilibri dell'economia. Nei sistemi di mercato di tipo liberista, lo sviluppo economico non si svolge in modo continuo ma alterna periodi di ripresa e di espansione a periodi di recessione e di crisi.

Nelle fasi di espansione, i consumi e gli investimenti tendono ad aumentare rapidamente con il rischio che la domanda complessiva superi le possibilità produttive del sistema generando una spinta inflazionistica.Nelle fasi di recessione, la domanda complessiva è scarsa perchè le famiglie consumano poco e le imprese effettuano pochi investimenti.

La politica di stabilizzazione si basa su manovre economico finanziarie a breve o medio termine, che agiscono sulla domanda.

Nelle fasi di recessione l'intervento pubblico ha lo scopo di incrementare la domanda globale quando nel mercato la propensione a consumare e a investire è insufficiente a garantire il pieno impiego delle risorse. 

L'espansione della domanda può avvenire per due vie:

aumentando direttamente la spesa per i consumi e gli investimenti pubblici oppure aumentando le disponibilità di reddito dei privati per metterli in condizione di consumare e investire.

Nelle fasi di espansione, si tende a frenare la domanda mediante la diminuzione della spesa pubblica o mediante l'aumento del prelievo fiscale.

La redistribuzione del reddito è connesso con l'attività finanziaria; lo Stato assorbe risorse mediante l'imposizione dei tributi e le eroga mediante la spesa pubblica. Lo scopo è quello di distribuire in modo più equilibrato la capacità di consumo, la formazione del risparmio e la possibilità di investimento.

La politica di redistribuzione consiste nel contrarre il reddito di alcune categorie e nell'incrementare il reddito di altre.La redistribuzione del reddito può avvenire in diverse direzioni:

a livello individuale, per estendere migliori condizioni di vita,evitando grosse concentrazioni di ricchezza e situazioni diffuse di povertà;

a livello territoriale, per ridurre la disparità fra le zone sviluppate e zone depresse

a livello settoriale, per evitare che l'investimento e il lavoro in un settore produttivo risultino privlegiati rispetto a un altro;

a livello funzionale, per attenuare sperequazioni fra le remunerazioni dei diversi fattori produttivi.

Non sempre, però, i diversi obbiettivi sono compatibili fra loro, in quanto in certi casi si contraddicono, come un aumento della spesa pubblica per soddisfare i bisogni collettivi, e il frenare la domanda per combattere l'inflazione.

Per questo si devono scegliere gli obbiettivi di carattere prioritario e quelli che possono essere attuati successivamente. E' quindi necessaria un'attività di programmazione economica finanziaria che permetta di individuare in modo completo le strategie da attuare nel breve periodo o a medio-lungo termine.

 

I finanziamenti dello Stato alla Fiat

Per sviluppare e sostenere l'economia del Paese, molte volte si è pensato ad aiutare con incentivi, o aiuti finanziari, la Fiat. Dal 1977 ad oggi, la fiat ha ricevuto 7.6 mld di euro. Forse saranno gli ultimi soldi che la Fiat ha ricevuto, visto che nonostante tutti quei soldi, la Fiat non ha mantenuto le promesse.